La situazione di uno studente con autismo che frequenta la scuola senza alcun sostegno sta suscitando preoccupazione e indignazione.
Questo caso emblematico mette in luce le difficoltà che ancora persistono nel garantire un ambiente scolastico inclusivo, soprattutto per i ragazzi con disturbi del neurosviluppo come l’autismo. A ciò si aggiunge la complessità della gestione di condizioni comportamentali comorbide, come il Disturbo Esplosivo Intermittente (DEI), che può aggravare ulteriormente il percorso educativo e sociale degli studenti.
Il Disturbo Esplosivo Intermittente è un disturbo comportamentale caratterizzato da esplosioni di rabbia improvvise e sproporzionate rispetto agli stimoli scatenanti. Inserito nel DSM-5 tra i disturbi del controllo degli impulsi, il DEI si manifesta tipicamente in età infantile o adolescenziale e può compromettere seriamente la vita sociale, scolastica e familiare della persona colpita.
I sintomi principali includono accessi di aggressività verbale o fisica che insorgono rapidamente, senza preavviso, e durano generalmente meno di mezz’ora. Queste reazioni impulsive sono spesso scatenate da provocazioni di lieve entità, ma hanno conseguenze significative sul funzionamento psicosociale dell’individuo. Gli episodi possono essere accompagnati da sintomi fisiologici come tachicardia, tremori e iperarousal, che rendono ancora più difficile la gestione del comportamento.
Dal punto di vista diagnostico, è fondamentale distinguere il DEI da altre condizioni con cui può coesistere o essere confuso, come il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD), il Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP), e soprattutto il Disturbo dello Spettro Autistico. Nel caso di studenti con autismo, la presenza di un DEI può amplificare le difficoltà relazionali e comportamentali, richiedendo un intervento specialistico mirato.
L’impatto della mancanza di supporto scolastico
Nel contesto scolastico italiano, la mancanza di un adeguato sostegno per studenti con autismo e disturbi associati come il DEI rappresenta una grave lacuna. La scuola dovrebbe essere un luogo di inclusione e crescita, ma quando un ragazzo con bisogni speciali viene lasciato senza assistenza, si rischia di esacerbare il disagio e l’isolamento sociale.
L’esclusione dallo sport scolastico è un esempio di come tali carenze si manifestino concretamente. L’attività sportiva non è solo un momento di svago, ma un fondamentale strumento di socializzazione, sviluppo fisico e regolazione emotiva, soprattutto per i giovani con disturbi comportamentali. La negazione di questa opportunità ha un impatto negativo sulla qualità della vita dello studente, limitando la sua integrazione e benessere.
L’assenza di personale qualificato che possa intervenire con strategie educative personalizzate e tecniche di gestione della rabbia e dell’impulsività, come quelle utilizzate nella Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC), rende la situazione ancora più critica. La TCC è infatti riconosciuta come un trattamento efficace per il DEI, soprattutto se integrata con il supporto psicoterapeutico ai genitori e la formazione degli operatori scolastici.

Necessità di un approccio integrato e multidisciplinare(www.paginaq.it)
Per affrontare efficacemente la complessità di casi come quello dello studente autistico con DEI, è indispensabile un intervento multidisciplinare che coinvolga non solo la scuola, ma anche le famiglie e i servizi sanitari. Questo approccio deve prevedere:
- Valutazioni diagnostiche accurate, per identificare tutte le condizioni comorbide e definire un piano educativo personalizzato;
- Interventi psicoterapeutici mirati a migliorare la regolazione emotiva e la gestione degli impulsi;
- Formazione e supporto agli insegnanti e agli operatori scolastici, per promuovere ambienti inclusivi e capaci di rispondere alle esigenze specifiche di ogni studente;
- Coinvolgimento delle famiglie attraverso counseling e strategie di gestione del comportamento a casa;
- Accesso alle attività sportive e ricreative, come parte integrante del percorso educativo e di inclusione sociale.
Solo attraverso una sinergia tra questi attori sarà possibile garantire a studenti con autismo e disturbi comportamentali come il DEI il diritto a un’educazione pienamente inclusiva, che valorizzi le loro potenzialità e rispetti le loro esigenze.
Negli ultimi anni, la comunità scientifica e le istituzioni hanno fatto passi avanti nella consapevolezza e gestione del Disturbo Esplosivo Intermittente, ma permangono sfide importanti nell’applicazione pratica di queste conoscenze nell’ambito scolastico.








