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Sconto da 90 euro sulle bollette: verifica ora il tuo ISEE e smetti di pagare un salasso

Con l’ultimo Decreto Bollette, in arrivo dal Consiglio dei Ministri, è previsto un bonus da 90 euro sulla bolletta dell’energia elettrica
Nuovo bonus bollette 2026: ampliamento delle soglie ISEE(www.paginaq.it)

Mentre il costo dell’energia continua aa aumentare, il Governo ha messo a punto un nuovo intervento per alleggerire il carico delle bollette.

Con l’ultimo Decreto Bollette, in arrivo dal Consiglio dei Ministri, è previsto un bonus da 90 euro sulla bolletta dell’energia elettrica per una platea più ampia rispetto ai tradizionali bonus sociali. Questa misura punta a sostenere soprattutto quelle famiglie che, pur non rientrando nei parametri dei classici aiuti per disagio economico, stanno comunque affrontando difficoltà nel pagare le utenze.

Il nuovo bonus bollette si differenzia dai consueti bonus sociali – che riguardano luce, gas e acqua – per il fatto che sarà rivolto a un più vasto numero di famiglie. Attualmente, il bonus sociale è accessibile alle famiglie con un ISEE fino a 9.796 euro (incremento rispetto ai 9.530 euro del 2025), mentre per i nuclei con almeno quattro figli la soglia sale fino a 20.000 euro. Il nuovo intervento, invece, estende la platea fino a un ISEE massimo di 25.000 euro, offrendo così un sostegno a molte più famiglie che fino ad oggi non potevano usufruirne.

Va sottolineato che il bonus da 90 euro è previsto solo sulla bolletta dell’energia elettrica ad uso abitativo e non sul gas, mentre le misure per imprese e aziende continueranno a riguardare i consumi energetici in ambito produttivo.

Dettagli e cumulabilità del bonus con le altre agevolazioni

Il bonus da 90 euro sarà cumulabile con i tradizionali bonus sociali già erogati alle famiglie con basso reddito, rappresentando quindi un aiuto aggiuntivo. Per ottenerlo, sarà necessario presentare un ISEE valido, aggiornato con la nuova DSU 2026. Questo punto è particolarmente importante per chi in passato, non rientrando nei parametri dei bonus sociali, aveva deciso di non rinnovare la certificazione ISEE: senza un ISEE aggiornato infatti non sarà possibile accedere al bonus.

Rispetto al bonus elettrico previsto nel 2025, che aveva un importo di 200 euro, quello del 2026 sarà inferiore, ma coprirà una fetta più ampia di popolazione. L’iniziativa sarà gestita dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), che ha stanziato una spesa complessiva di 315 milioni di euro per finanziare questa misura.

Assegno Unico 2026

L’importanza dell’ISEE e il nuovo Portale Unico INPS – paginaq.it

L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) resta il parametro fondamentale per accedere a queste agevolazioni. Esso misura la condizione economica delle famiglie tenendo conto di redditi, patrimoni mobiliari e immobiliari e della composizione del nucleo familiare. Dal 2023 è disponibile il Portale Unico ISEE dell’INPS, che semplifica la presentazione della DSU e favorisce l’utilizzo della modalità precompilata, riducendo così gli ostacoli burocratici e velocizzando l’accesso alle prestazioni sociali agevolate.

L’aggiornamento dell’ISEE è quindi un passaggio obbligato per chiunque voglia usufruire del nuovo bonus sulle bollette. La DSU infatti deve riflettere la situazione economica aggiornata al 2026, al fine di garantire l’erogazione corretta dei sussidi.

Le misure a sostegno delle utenze idriche e culturali nel 2025-2026

Parallelamente al bonus elettrico, continuano ad essere attivi altri strumenti di sostegno come il Bonus Sociale Idrico Integrativo 2025, rivolto alle famiglie in condizioni socio-economiche disagiate nei comuni serviti da ABBANOA Spa. Questo bonus prevede un rimborso tariffario in bolletta, variabile in base all’ISEE, e può arrivare fino a 25 euro per componente del nucleo familiare con ISEE inferiore a 9.000 euro.

Inoltre, per incentivare l’arricchimento culturale dei giovani, è stata introdotta la Carta della Cultura Giovani e del Merito 2026, che assegna un contributo di 500 euro cumulabili per ciascun giovane maggiorenne, da utilizzare fino alla fine dell’anno per l’acquisto di beni e servizi culturali.

Questi interventi, pur distinti, testimoniano l’attenzione crescente del legislatore verso il sostegno alle fasce più vulnerabili e alla promozione del benessere sociale in senso ampio.

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