Economia e Lavoro

Riforma pensioni in arrivo: calcolo aggiornato e assegni più ricchi

Nuovi aumenti in vista per le pensioni - paginaq.it

Si parla sempre più spesso di pensioni e a differenza degli anni passati, sembra che nel 2026 i limiti siano destinati ad alzarsi.

Il tema delle pensioni continua a generare preoccupazione, soprattutto per le generazioni che rischiano di dover attendere molti anni prima di accedere al riposo. Secondo gli ultimi dati INPS, ogni 100.000 pensionati circa 33 scelgono di trasferirsi all’estero, attratti da un costo della vita più basso e da regimi fiscali più favorevoli.

Molti italiani valutano seriamente questa possibilità, soprattutto quando la pensione risulta molto inferiore all’ultimo stipendio percepito. La prospettiva di pagare meno tasse e mantenere un potere d’acquisto più elevato spinge molti a lasciare il Paese dopo una vita di contributi.

Una nuova pensione per i rimpatriati

Per contrastare lo spopolamento dei piccoli Comuni, la legge di Bilancio 2019 ha introdotto una flat tax al 7% per i pensionati stranieri che scelgono di trasferirsi in Italia. La misura ha attirato diversi beneficiari, ma ha sollevato interrogativi sulla mancata estensione ai pensionati italiani residenti all’estero.

Riforma pensioni in arrivo

Molti pensionati scelgono l’estero come meta per la pensione – paginaq.it

Proprio da questa riflessione nasce la proposta del senatore Domenico Matera, che punta a introdurre un regime fiscale agevolato per gli italiani che decidono di rientrare. L’idea prevede una flat tax al 4%, applicabile ai cittadini residenti all’estero da almeno 5 anni che scelgono di tornare in un Comune a rischio spopolamento.

La misura sostituirebbe l’Irpef ordinaria e le addizionali locali, garantendo un netto molto più elevato rispetto alla tassazione progressiva attuale. L’impatto economico sarebbe significativo, come dimostra un esempio pratico basato su una pensione lorda di 1.600 euro mensili.

Con il sistema ordinario, il netto può scendere sotto i 1.250 euro, mentre con l’aliquota al 4% resterebbero oltre 18.000 euro annui. La differenza supera i 250 euro al mese, con un risparmio annuale superiore ai 3.000 euro, destinato a crescere per assegni più elevati.

La durata dell’agevolazione, prevista fino a 15 anni, garantirebbe stabilità fiscale e una prospettiva di lungo periodo per chi decide di rientrare. Questa certezza rappresenta uno degli elementi più attrattivi per i pensionati che valutano un ritorno in Italia.

Tuttavia, la proposta presenta diversi rischi legati alla sostenibilità dei conti pubblici e alla definizione dei criteri territoriali. Una flat tax così bassa ridurrebbe il gettito fiscale, rendendo necessario un equilibrio tra minori entrate e benefici economici generati dal rientro dei pensionati.

Senza controlli rigorosi sulla residenza effettiva, inoltre, si rischierebbe di favorire trasferimenti solo formali, con conseguenti distorsioni del sistema. Resta poi l’incertezza normativa, poiché il disegno di legge è ancora nelle fasi iniziali e potrebbe subire modifiche durante l’iter parlamentare.

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