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Preside punisce dipendente e lui risponde così: l’auto ridotta un disastro

Preside punisce dipendente e lui risponde così
Dal provvedimento disciplinare alla denuncia - paginaq.it

Una ramanzina sul posto di lavoro, un’esperienza che accomuna molti lavoratori che, fortunatamente, non reagiscono come nel caso riportato.

A Reggio Emilia un episodio apparentemente banale si è trasformato in un caso penale, coinvolgendo un dipendente scolastico e il dirigente del suo istituto. Il preside aveva trovato la propria automobile completamente rigata, con graffi evidenti sulle fiancate, sul parafango e sul paraurti anteriore.

L’uomo aveva immediatamente sporto denuncia, sospettando un gesto intenzionale e non un semplice danneggiamento accidentale avvenuto nel parcheggio della scuola. Le indagini sono partite subito e hanno permesso ai carabinieri di ricostruire la dinamica grazie alle telecamere di videosorveglianza presenti nell’area.

Reazione esagerata, dipendente denunciato

Le immagini hanno mostrato chiaramente un uomo avvicinarsi alla vettura e compiere movimenti compatibili con l’atto di rigare la carrozzeria. Gli investigatori hanno quindi convocato il dirigente scolastico per visionare i filmati e verificare se fosse in grado di riconoscere il responsabile.

Preside punisce dipendente e lui risponde così

I danni al mezzo erano ingenti – paginaq.it

Il preside ha identificato senza esitazioni un dipendente sessantatreenne dell’istituto, già noto per alcune problematiche disciplinari interne. Pochi giorni prima, infatti, l’uomo aveva ricevuto un richiamo formale per essersi assentato dal lavoro oltre i limiti consentiti dal regolamento.

Secondo gli inquirenti, proprio quel provvedimento avrebbe scatenato la reazione di rabbia culminata nel danneggiamento dell’automobile del dirigente. Convocato in caserma, il dipendente non avrebbe fornito spiegazioni convincenti riguardo alla sua presenza nel parcheggio durante l’orario registrato dalle telecamere.

Gli elementi raccolti sono stati ritenuti sufficienti per procedere con una denuncia per danneggiamento aggravato, reato che prevede pene più severe in caso di dolo evidente. Il caso è ora nelle mani dell’autorità giudiziaria, che valuterà eventuali ulteriori accertamenti e le responsabilità definitive dell’uomo coinvolto.

L’episodio ha destato sorpresa all’interno della comunità scolastica, dove il rapporto tra personale e dirigenza non aveva mai mostrato tensioni così marcate. Molti colleghi sono rimasti colpiti dalla gravità del gesto, considerato sproporzionato rispetto al semplice richiamo disciplinare ricevuto dal dipendente.

La scuola, al momento, non ha rilasciato comunicazioni ufficiali, limitandosi a confermare la collaborazione con le forze dell’ordine durante le indagini. Il preside, pur scosso dall’accaduto, ha scelto di non commentare pubblicamente la vicenda, preferendo affidarsi alle procedure previste dalla legge.

La vicenda rappresenta un esempio di come un conflitto interno possa degenerare rapidamente quando non viene gestito con equilibrio e senso di responsabilità. Le autorità ricordano che episodi simili, seppur rari, rientrano pienamente nelle fattispecie perseguibili penalmente e non possono essere considerati semplici diverbi lavorativi.

Il procedimento proseguirà nelle prossime settimane, mentre la scuola cercherà di ristabilire un clima sereno e rispettoso all’interno dell’ambiente professionale. Nonostante i dissapori nell’ambito lavorativo, la vendetta e l’aggressione non sono mai la soluzione finale.

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