Scuola

La scuola è finita? Crepet lancia la provocazione: “Con l’intelligenza artificiale che ci vai a fare”

Lo psichiatra e saggista Alessandro Crepet, noto per le sue analisi sulla società contemporanea e i cambiamenti culturali
L’impatto dell’intelligenza artificiale sull’apprendimento(www.paginaq.it)

La riflessione sul futuro dell’istruzione torna al centro del dibattito pubblico, in particolare alla luce dei progressi straordinari dell’ (IA).

Lo psichiatra e saggista Alessandro Crepet, noto per le sue analisi sulla società contemporanea e i cambiamenti culturali, ha recentemente sollevato una provocazione che sta facendo discutere: «Con l’intelligenza artificiale che ci vai a fare a scuola?». Un’affermazione che stimola a ripensare il ruolo e la funzione della scuola in un’epoca in cui le tecnologie digitali sembrano poter sostituire molte delle attività tradizionali.

Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale ha compiuto passi da gigante, rivoluzionando numerosi settori, dall’industria alla sanità, fino all’istruzione. Oggi, strumenti basati su modelli avanzati di linguaggio e apprendimento automatico permettono agli studenti di accedere a contenuti personalizzati, tutor virtuali e percorsi di studio adattivi. Secondo gli esperti, questa trasformazione non deve essere vista solo come una minaccia per l’insegnamento tradizionale, ma come un’opportunità per rendere più efficace e inclusivo il processo educativo.

Crepet, tuttavia, con la sua provocazione, mette in luce anche un interrogativo fondamentale: se l’intelligenza artificiale è in grado di fornire risposte, spiegazioni e persino stimoli creativi, qual è il valore aggiunto di frequentare fisicamente la scuola? È una domanda che impone una riflessione profonda sul significato dell’educazione, che non si riduce al semplice trasferimento di conoscenze, ma comprende anche la formazione di competenze sociali, emotive e critiche.

La scuola tra innovazione tecnologica e dimensione umana

Nonostante l’avanzamento tecnologico, molti pedagogisti e psicologi sottolineano che la scuola rimane un luogo insostituibile per lo sviluppo relazionale e per l’esperienza diretta del confronto con i pari e con gli insegnanti. L’intelligenza artificiale può supportare l’apprendimento, ma non può sostituire il valore della socialità, dell’empatia e della crescita personale che si costruiscono nell’interazione umana.

Crepet evidenzia che il rischio, se si punta esclusivamente sull’IA, è di perdere di vista questi aspetti fondamentali. La scuola deve quindi reinventarsi, integrando le tecnologie digitali senza rinunciare alla sua funzione formativa più ampia. Un modello educativo che valorizzi sia le potenzialità dell’intelligenza artificiale sia la dimensione emotiva e sociale è la sfida per il futuro.

A febbraio 2026, la diffusione dell’intelligenza artificiale nelle scuole italiane è ormai una realtà consolidata,

Le prospettive per l’educazione nel 2026(www.paginaq.it)

A febbraio 2026, la diffusione dell’intelligenza artificiale nelle scuole italiane è ormai una realtà consolidata, con molte istituzioni che hanno adottato piattaforme digitali avanzate per il supporto all’insegnamento. Le iniziative del Ministero dell’Istruzione e del Merito puntano a sviluppare competenze digitali in tutti gli studenti, riconoscendo al contempo l’importanza di un approccio equilibrato.

Il dibattito promosso da Crepet spinge a una riflessione critica su come conciliare innovazione e tradizione nel sistema educativo italiano. Se da un lato l’intelligenza artificiale può facilitare l’accesso alle conoscenze e personalizzare il percorso formativo, dall’altro la scuola deve continuare a essere un luogo di crescita umana, culturale e sociale.

In questo scenario, insegnanti e studenti sono chiamati a diventare protagonisti di un cambiamento che non può essere solo tecnologico, ma deve investire anche le modalità di relazione e apprendimento. La provocazione di Crepet serve proprio a stimolare questo confronto, invitando a ripensare il senso e la funzione della scuola in un mondo sempre più dominato dalla tecnologia.

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