Economia e Lavoro

Caro Fisco, quest’anno mi piaci: i bonus per i redditi fino a 20mila euro

Nuovi bonus per i redditi fino a 20mila euro - paginaq.it

Dal 2026 i bonus per i lavoratori aumenteranno esponenzialmente, con particolare attenzione per i redditi fino a 20mila euro.

Nel 2025 molti lavoratori con redditi fino a 20.000 euro hanno visto aumentare il netto in busta paga grazie al bonus introdotto dalla legge di Bilancio. Si tratta di un beneficio applicato direttamente dal datore di lavoro, che calcola mensilmente una riduzione contributiva basata su una stima del reddito annuale.

Il meccanismo è anticipatorio, la percentuale applicata in busta paga dipende dalla fascia reddituale presunta, non da quella effettiva a fine anno. Le aliquote previste sono pari al 7,1%, 5,3% o 4,8%, applicate in base al reddito teorico che il dipendente maturerebbe lavorando per dodici mesi consecutivi.

Le nuove percentuale dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate, tramite interpello, ha chiarito che per determinare il reddito teorico si considerano esclusivamente i giorni effettivamente retribuiti. Giornate di aspettativa, sospensioni non retribuite o permessi senza stipendio non concorrono alla formazione del reddito annuale di riferimento.

Caro Fisco, quest'anno mi piaci

L’Agenzia delle Entrate aggiorna le percentuali delle buste paga – paginaq.it

Questo significa che un lavoratore impiegato solo per una parte dell’anno potrebbe rientrare in una fascia diversa rispetto a quella stimata inizialmente. Il cambiamento di fascia comporta inevitabili variazioni nel bonus applicato, con possibili conguagli a debito o a credito.

Il calcolo finale, quindi, non dipende solo dall’importo percepito, ma anche dalla durata effettiva del rapporto di lavoro. Le differenze non emergono mese per mese, ma vengono definite esclusivamente in sede di conguaglio fiscale.

Il conguaglio può avvenire alla chiusura del rapporto di lavoro, con la dichiarazione dei redditi 730/2026, oppure al termine dell’anno fiscale. In questa fase si confrontano gli importi anticipati con quelli realmente spettanti sulla base del reddito complessivo effettivo.

Le situazioni possibili sono tre: conferma del bonus, restituzione parziale delle somme o riconoscimento di un credito aggiuntivo al lavoratore. Il principio fondamentale è che la busta paga anticipa, mentre il conguaglio stabilisce il saldo definitivo.

Il bonus rappresenta un sostegno importante per i redditi medio‑bassi, ma richiede attenzione per evitare sorprese in fase di conguaglio. I lavoratori con periodi di inattività o contratti discontinui sono maggiormente esposti a variazioni, poiché il reddito teorico può risultare inferiore alle stime iniziali.

Il datore di lavoro applica correttamente il beneficio sulla base delle informazioni disponibili, ma solo il calcolo finale determina l’importo spettante. Per questo motivo è utile monitorare la propria posizione e verificare eventuali scostamenti tra reddito previsto e reddito effettivo.

Il bonus resta comunque una misura significativa per chi percepisce redditi contenuti, contribuendo ad aumentare il netto mensile e sostenere il potere d’acquisto. Bisognerà fare ancora più attenzione alle variazioni di reddito durante l’anno, ma il bonus rimane così efficace e funzionale.

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