I bonus destinati ai giovani nel 2026: tutte le agevolazioni disponibili e le modalità per richiederle da parte di chi ne ha diritto
La parola “bonus giovani” non indica una cosa sola nel 2026, ma un pacchetto di agevolazioni che lo Stato ha messo insieme per alleggerire un pezzo della quotidianità di chi ha meno di 35 anni. Sono misure diverse tra loro, nate con obiettivi diversi: aiutare chi studia, incentivare chi entra nel mercato del lavoro, sostenere chi prova ad aprire un’attività in proprio, accompagnare famiglie e studenti con meno risorse. Le leggi e i regolamenti si sono intrecciati, a volte contraddicendosi, in uno scenario che cambia ogni anno e dove è facile perdersi senza una bussola.
Partiamo da qualcosa che molti giovani conoscono, perché esiste da tempo con nomi diversi. Nel 2026 torna il bonus cultura: chi è nato nel 2007 o ha appena conseguito il diploma può ricevere fino a 1.000 euro da spendere in libri, cinema, musei, concerti e altri consumi “culturali” attraverso una piattaforma online dove si attiva un portafoglio digitale con SPID o CIE. È una boccata d’ossigeno per chi vuole frequentare eventi o acquistare contenuti senza dover compilare moduli complicati. Questo è anche l’ultimo anno in cui si applicano le regole vecchie, che permettono di sommare più componenti del bonus; dal 2027 potrebbe cambiare tutto.
Bonus per nuove attività e incentivi alle assunzioni
Una delle misure che sta facendo più rumore è quella destinata ai giovani che decidono di lanciarsi in un’attività autonoma o imprenditoriale. Chi ha meno di 35 anni e inizia una nuova attività (anche libero professionista con partita Iva) può avere un contributo di circa 500 euro al mese per un massimo di 36 mesi, cioè fino a 18.000 euro complessivi. Serve però rispettare certi criteri: essere disoccupati al momento dell’avvio, operare in settori “strategici” come digitale o ecologico e presentare la domanda in una finestra precisa, che nel 2026 va dal 31 gennaio al 2 marzo sulla piattaforma dell’INPS. Non è automatico e spesso la differenza tra ottenere o perdere l’agevolazione sta in un giorno di ritardo o in una firma mancante.
C’è poi un altro ramo di agevolazioni che riguarda i rapporti di lavoro dipendente. Le imprese che assumono giovani under 35 con contratto a tempo indeterminato o trasformano un contratto a termine possono beneficiare di esoneri contributivi — cioè pagano meno contributi previdenziali — per un periodo di tempo determinato. Questo tipo di “bonus integrato” non va direttamente al giovane, ma rende più facile per le aziende offrire un lavoro stabile, e, allo stesso tempo, accelera l’ingresso nel mercato del lavoro. La misura è stata confermata e ampliata anche per il 2026 in varie forme, con differenze territoriale e di importo.
Dove entra l’Isee, dove no
Non tutti questi incentivi chiedono i requisiti di reddito: il bonus cultura può dipendere da un Isee massimo, mentre il contributo da 18.000 euro è legato più all’attività e all’età che alla situazione economica familiare. Lo stesso vale per le agevolazioni per assunzioni: si guardano più età, tipologia di contratto e settore, non tanto l’Isee. È una distinzione concreta che molti trascurano quando leggono titoli sensazionalistici.








