Dalla disoccupazione alla pensione, se a più di 60 si perde il lavoro l’accesso all’assegno mensile è possibile grazie alla NASpI.
Per chi ha 60 anni e perde il lavoro, esistono condizioni che permettono di accedere subito alla NASpI e in alcuni casi, di avvicinarsi rapidamente alla pensione. La NASpI rappresenta infatti la principale tutela economica per i lavoratori subordinati che perdono l’occupazione in modo involontario, garantendo un sostegno continuativo fino a 2 anni.
Il beneficio è riconosciuto indipendentemente dalla causa del licenziamento, purché il lavoratore risulti disoccupato e abbia maturato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni. La domanda deve essere presentata all’INPS entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, seguendo una procedura interamente telematica.
Da disoccupato a pensionati, il passo è davvero breve
Questa indennità assume particolare rilevanza per chi supera i 60 anni, categoria considerata fragile e maggiormente tutelata dal legislatore. La NASpI decorre dall’ottavo giorno successivo alla perdita del lavoro, oppure dal giorno successivo alla domanda se presentata oltre tale termine.

Anche a 60 anni puoi andare in pensione se hai perso il lavoro – paginaq.it
In caso di licenziamento per giusta causa, la decorrenza slitta al 38° giorno, ma il diritto alla prestazione resta comunque garantito. Il lavoratore può impugnare il licenziamento entro 60 giorni senza perdere l’accesso alla NASpI, mantenendo così la possibilità di contestare il provvedimento.
Anche nei casi più gravi, come il licenziamento in tronco, resta comunque dovuto il TFR maturato fino alla cessazione del rapporto. Per completare la procedura è necessario recarsi al Centro per l’Impiego entro 15 giorni dalla domanda, sottoscrivendo la DID e il patto di servizio.
La NASpI può essere riconosciuta anche in caso di dimissioni, ma solo in situazioni specifiche previste dalla normativa. Tra queste rientrano le dimissioni per giusta causa, come mancato pagamento della retribuzione, molestie, mobbing o peggioramento illegittimo delle mansioni.
Il diritto è riconosciuto anche durante il periodo protetto di maternità o paternità, qualora il lavoratore decida di interrompere il rapporto. In questi casi la domanda deve essere presentata entro 68 giorni, allegando la documentazione richiesta e un’autodichiarazione relativa alla volontà di tutelare i propri diritti.
Le dimissioni volontarie non danno invece accesso alla NASpI, salvo le eccezioni previste dalla legge. Dal punto di vista economico, la prestazione viene calcolata sulla base di una retribuzione di riferimento pari a 1.425,21 euro.
L’importo massimo mensile raggiunge 1.550,42 euro, con una riduzione del 3% a partire dal primo giorno del sesto mese di fruizione. Il sistema prevede inoltre la possibilità per i datori di lavoro di regolarizzare eventuali posizioni contributive entro scadenze specifiche senza oneri aggiuntivi.
Le tutele variano in base alla data di assunzione: chi è stato assunto prima del Jobs Act può ottenere il reintegro, mentre per gli assunti successivamente prevale l’indennizzo economico. In ogni caso, conoscere i propri diritti e rispettare i termini di impugnazione è fondamentale per tutelare la propria posizione lavorativa.








