Novità per l’Assegno Unico 2026, non servirà rifare la domanda ma c’è un importante passaggio da tenere assolutamente in considerazione.
Per continuare a ricevere l’Assegno Unico nel 2026, i nuclei familiari già beneficiari non dovranno presentare una nuova domanda, salvo casi particolari di decadenza o revoca. L’INPS ha chiarito che la prestazione viene erogata automaticamente quando negli archivi risulta una domanda in stato “accolta”, senza necessità di ulteriori adempimenti.
Questa continuità discende dal principio di semplificazione previsto dal Dlgs 230/2021, che stabilisce la validità pluriennale delle domande già presentate. Resta però obbligatorio comunicare eventuali variazioni, come la nascita di un nuovo figlio o il passaggio alla maggiore età di un componente.
Assegno unico più semplice, per tutti
L’aggiornamento della domanda è fondamentale per garantire la corretta erogazione degli importi e delle maggiorazioni spettanti. L’INPS ha inoltre precisato che, a partire da marzo, in assenza di un ISEE valido, l’importo dell’Assegno Unico sarà calcolato applicando i valori minimi previsti dalla normativa.

La famiglia rimane al centro dell’interesse normativo – paginaq.it
Questo significa che chi non aggiorna tempestivamente la propria situazione reddituale rischia di ricevere importi ridotti rispetto a quelli effettivamente spettanti. Tuttavia, se la nuova DSU viene presentata entro il 30 giugno, gli importi già erogati verranno ricalcolati e adeguati retroattivamente a partire da marzo.
In questo modo, le famiglie potranno recuperare eventuali differenze maturate nei mesi precedenti senza perdere alcun diritto economico. L’aggiornamento dell’ISEE resta quindi un passaggio essenziale per evitare penalizzazioni involontarie.
L’INPS ha comunicato anche la rivalutazione degli importi e delle maggiorazioni dell’Assegno Unico, applicata dal 1° gennaio 2026. L’adeguamento, pari all’1,4%, deriva dalla variazione dell’indice del costo della vita rilevata dall’Istat per l’anno precedente.
I nuovi valori sono riportati nella tabella allegata alla circolare ufficiale e saranno applicati automaticamente a tutti i beneficiari nel momento in cui si attiverà la nuova norma. Gli arretrati relativi alla mensilità di gennaio verranno corrisposti a partire dai pagamenti di marzo, in linea con le tempistiche operative dell’istituto.
Questa rivalutazione garantisce che la prestazione mantenga il proprio potere d’acquisto in un contesto economico caratterizzato da continui rincari. Un’ulteriore novità riguarda l’introduzione dell’ISEE per prestazioni familiari e per l’inclusione, previsto dalla legge 199/2025.
Questo nuovo indicatore sarà utilizzato per calcolare l’importo dell’Assegno Unico a partire dalla mensilità di marzo, sostituendo progressivamente l’ISEE ordinario. Le mensilità di gennaio e febbraio continueranno invece a essere calcolate sulla base dell’ISEE valido al 31 dicembre 2025, garantendo una transizione graduale.
L’obiettivo è rendere più preciso il sistema di valutazione della condizione economica delle famiglie, migliorando l’equità della prestazione. Per i nuclei beneficiari diventa quindi fondamentale monitorare la propria posizione e aggiornare tempestivamente la documentazione richiesta.








