Alzheimer, questi sono 7 campanelli d’allarme che il neurologo raccomanda: tutti i dettagli e le curiosità che fanno la differenza
La malattia di Alzheimer continua a rappresentare una delle sfide più significative per la medicina moderna, con un crescente numero di casi diagnosticati annualmente in Italia e nel mondo. Nuovi studi e approfondimenti clinici sottolineano l’importanza di riconoscere tempestivamente i segnali precoci per intervenire in modo più efficace e rallentare la progressione della patologia. Un noto neurologo italiano ha recentemente evidenziato sette campanelli d’allarme fondamentali che ogni persona dovrebbe osservare per individuare i primi sintomi di questa malattia neurodegenerativa.
Tra i segnali più comuni, viene sottolineata la perdita di memoria recente, come dimenticare appuntamenti, conversazioni o oggetti di uso quotidiano. Questo sintomo va distinto da un normale calo temporaneo della memoria legato all’età, poiché nel caso dell’Alzheimer si manifesta con frequenza e intensità crescente.
Un altro segnale importante è la difficoltà nel pianificare o risolvere problemi semplici, ad esempio gestire il conto della spesa o seguire una ricetta. Problemi di orientamento nel tempo e nello spazio, come perdere la strada in luoghi familiari, sono anch’essi indicatori che non vanno sottovalutati.
Sintomi comportamentali e cognitivi da monitorare
Il neurologo segnala inoltre che cambiamenti nel linguaggio, come difficoltà nel trovare le parole giuste o ripetizioni continue, possono essere segnali precoci. Allo stesso modo, il deterioramento delle capacità di giudizio, per esempio nel prendere decisioni finanziarie, è un altro campanello d’allarme.

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Tra i sintomi meno noti ma altrettanto significativi figurano cambiamenti dell’umore e della personalità, come depressione, ansia, apatia o sospettosità ingiustificata. Questi aspetti comportamentali possono anticipare o accompagnare i disturbi cognitivi, rendendo necessaria una valutazione neurologica tempestiva.
Infine, la perdita di iniziativa o interesse per attività un tempo amate è un segnale che merita attenzione. Questo cambiamento nel coinvolgimento sociale e personale può essere percepito da familiari e amici come un segno di allarme.
Oggi, grazie ai progressi della ricerca, esistono nuove tecnologie diagnostiche, come l’uso di biomarcatori nel sangue e imaging cerebrale avanzato, che permettono di identificare l’Alzheimer in fase molto precoce. La diagnosi tempestiva è fondamentale per accedere a terapie che, seppur non ancora risolutive, possono rallentare la progressione della malattia e migliorare la qualità di vita del paziente.
Il neurologo sottolinea inoltre che l’adozione di uno stile di vita sano, comprendente attività fisica, dieta equilibrata e stimolazione cognitiva, rappresenta un valido supporto alla prevenzione e al rallentamento della malattia.
Riconoscere e non sottovalutare questi sette campanelli d’allarme può fare la differenza, spingendo a una valutazione medica tempestiva e a un percorso di cura adeguato.








